Roma, (askanews) - La visita al Carcer Tullianum fa immergere il visitatore nella storia con un passaggio dall'VIII secolo a.C., dall'epoca di Romolo, fino a oggi, attraversando tutti i secoli: l'epoca dei re, della Repubblica, del Cristianesimo. "Un luogo che è stato sempre occupato - ha sottolineato l'archeologa Patrizia Fortini - perché dal punto di vista funzionale e simbolico è fondamentale nella storia di Roma".

Il Carcer Tullianum, monumento conosciuto come carcere Mamertino e dove, secondo la leggenda sarebbe stato incarcerato San Pietro - riapre dopo un lungo periodo di scavi e restauri. Situato sulle pendici del Campidoglio, sotto la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami con affaccio sul Foro romano, il luogo è il risultato di interventi diversificati nel tempo, una struttura monumentale complessa: sotto la chiesa il Carcer e ancora più sotto e più antico il Tullianum legato alla fonte d'acqua.

Il sito è diventato anche un museo, grazie all'investimento dell'Opera romana pellegrinaggi, con un percorso multimediale che prevede l'uso del tablet con le ricostruzioni degli ambienti originari. Nell'anno del Giubileo straordinario, è stata ritrovata anche l'affresco di una Madonna della Misericordia. Le visite per pellegrini e turisti iniziano il 21 luglio.