Milano (askanews) - Le corrispondenze erano un tema caro al primo grande osservatore moderno dell'arte, Charles Baudelaire. Oggi la loro importanza vien resa manifesta anche in una mostra che si è aperta nella galleria Lorenzelli Arte a Milano: "Surfaces et Correspondances", che riunisce Enrico Castellani e Lee Ufan. Due artisti solo apparentemente lontani nelle loro ricerche, come spiega Federico Sardella, che insieme a Matteo Lorenzelli ha curato la mostra."In realtà - ci ha detto - le strutture e i fondamenti sui quali si basano le opere sono poi gli stessi. C è una sensibilità di fondo comune, che in modo molto semplice potremmo dire che è quella contemplativa del giardino zen, dove il meno è il più, dove non ci sono fronzoli, dove gli elementi sono ridotti al minimo".La riduzione dunque, la semplificazione. Ma guardando le opere di Castellani, molto riconoscibili ma ancora dotate di quella forza compositiva nata nella Milano d'avanguardia di Fontana e Manzoni, e i lavori sia pittorici sia scultorei di Ufan, coreano trapiantato in Giappone, si ritrova confidenza con la complessità, in molti casi artisticamente risolta, dell'idea di superficie e degli interventi che l'artista può realizzare su di essa. E a colpire, in positivo, è anche il fatto che una mostra di questo tipo sia allestita in una galleria privata."Uno spazio privato e commerciale - ha aggiunto Sardella - che dedica una mostra a due artisti di fama internazionale, riuscendo a creare un occasione pari a quello che potrebbe essere l allestimento di una mostra in un grande museo, trovo sia un punto di grande forza per la galleria".Un'occasione che si inserisce nel progetto Arte Milano, che vede coinvolte cinque gallerie e due fondazioni per ampliare ulteriormente l'offerta culturale della città durante - e si spera anche oltre - il periodo di Expo.