Roma (askanews) - Pierfrancesco Favino nel nuovo film di Roberto Andò, "Le confessioni", interpreta il ministro dell'economia italiano che partecipa a un G8 in cui si vuole varare una manovra segreta che avrà conseguenze molto pesanti su alcuni Paesi. In questo luogo isolato in cui si decidono le sorti del mondo un evento improvviso scompagina le carte: nel suo personaggio si insinua il dubbio, anche grazie all'incontro con il monaco interpretato da Toni Servillo e con la scrittrice interpretata da Connie Nielsen. La Nielsen ha affermato: "Per me è stato duro che mentre giravamo stavamo guardando intorno a noi Paesi che stavano cercando di sopravvivere dopo più di sei anni di caos economico perché questo credito era strangolato". Nel film di Andò la politica è ormai assente e una gestione cieca dell'economia mette a rischio la vita di tutti. Ma per Favino sta a noi dire un "no"."Io penso che noi italiani abbiamo una fortuna: viviamo in un Paese in cui la ricchezza non è solamente materiale. Noi abbiamo una ricchezza di bellezza che nessun altro Paese ha, abbiamo una ricchezza di intelligenza, di talento che nessun altro ha. Certo, questo deve trasformarsi in economia, ma schiavizzare quella bellezza sotto l'egida di un certo tipo di economia rischia di farla scomparire. Credo che il valore di ciò che è felicità non possa essere universalmente dettato dall'alto. In questo per me c'è un valore nella nostra storia. Quale è la mia felicità? Quando è che sto bene? Perché magari sto bene con un pezzo di cacio e una mela e magari non sto bene con l'ultima cosa di grido addosso".