Lugano (askanews) - Sculture che si trasformano, sotto gli occhi di chi le ammira, al mutare del punto di osservazione. Immagini sospese, costruite con un solo elemento filiforme, che assumono significati diversi al tocco impercettibile di un filo d'aria: sono le opere di Markus Raetz proposte al Lac fino al primo maggio 2016.Questa di Raetz, mostra tanto ricca di spunti di riflessione quanto divertente, segna al suo finissage i primi sette mesi di attività del Lugano Arte Cultura, il nuovo centro culturale dedicato alle arti visive, sceniche e alla musica. Carlotta Colombi dello staff del Lac: "Questi primi mesi di vita del Lac sono stati di grande successo, più delle aspettative. E il pubblico che ha esitato fino all'ultimo a capire cosa era il Lac, ora arriva, si fa la sua opinione. Gli spettacoli e le mostre sono bene accolte, e Lugano può finalmente offrire una proposta culturale di livello internazionale".La struttura è pensata al centro di una croce: ai suoi estremi ci sono la città vecchia, la nuova espansione urbana che si estende verso Paradiso, il parco e il lago. Punto di forza del progetto è l'assenza di una separazione fisica tra le vie della città e l'edificio. Oltre agli spazi per una collezione permanente e due piani per le mostre temporanee, il Lac offre poi una sala da 986 posti per ospitare sia spettacoli teatrali sia concerti. E proprio come le opere di Reatz il centro prende vita in modi diversi a seconda delle prospettive, e delle aspettative, di chi lo anima."Il Lac rispetto ad altri centri culturali ha appunto questa caratteristica di offrire le arti tutte e tre con lo stesso valore. Abbiamo dei progetti che riguardano la musica, laddove ci può essere un breve momento musicale mentre si spiega un'opera d'arte. E abbiamo sala concerti e teatro con la possibilità di ospitare entrambi i tipi di opera".Costato oltre 240 milioni di franchi, l'edificio ha avuto una gestazione di oltre 15 anni. Solo lo studio dell'acustica della sala, che ha una torre scenica di 27 metri, è durato nove anni ma il risultato raggiunto è importante: per consentire la qualità massima del suono nei diversi tipi di spettacoli musicali si è realizzata una conchiglia acustica di tipo modulare, che diventa, nella sua apertura massima, la più grande del mondo."I cittadini vengono, a modo loro lo apprezzano, la critica c'è sempre. Ma adesso vengono per curiosità e in fondo piace questa nuova sala. Finalmente abbiamo una vera sala di concerti una vera sala per il teatro e capiscono che la qualità si è molto alzata rispetto a quello che era l'offerta precedente.Arrivano arrivano, magari nel loro silenzio lo apprezzano di più di quello che magari riescono a dire".Entrato nel pieno della sua attività, il Lac si candida ora a diventare uno dei punti di riferimento culturali della Svizzera con l'intento di valorizzare offerta e identità di Lugano quale crocevia culturale fra il nord e il sud dell'Europa. A cominciare dall'opera di Raetz.