Milano (askanews) - Le casse arrivano da tutto il mondo, i numeri le identificano una per una. I tecnici si muovono con attenzione. Poi, quando finalmente vengono aperte, ecco che inizia una seconda fase, quella di ridare forma a degli oggetti che sono, al tempo stesso, delle idee: le casse infatti contengono opere d'arte, quelle che daranno vita alla mostra "La Grande Madre", che Massimiliano Gioni ha curato per la Fondazione Trussardi a Palazzo Reale a Milano. L'allestimento, in questo caso, riguarda il lavoro di una protagonista del Novecento come Louise Bourgeois, e la sua opera "The Reticent Child", che racconta, su un tavolo metallico, la propria esperienza di maternità ricostruendo alcuni momenti della vita di suo figlio. Assistere alla ricomposizione delle parti, all'interno del grande e spesso nascosto lavoro che precede l'apertura di una esposizione, è anche un modo per entrare ancora più in profondità dentro l'emozione dell'incomprensibilità che, come sostiene lo stesso Gioni, è una delle cifre della grande arte contemporanea.La stanza della Bourgeois si trova al centro del percorso espositivo della mostra ed è una sorta di snodo, fisico e intellettuale, della narrazione del femminino e della maternità che è, semplificando, il focus de "La Grande Madre". Ma durante l'allestimento, oltre che visualizzare la vocazione enciclopedica del progetto anche attraverso la gran quantità e forma delle casse, si può pure intuire la vita segreta delle opere d'arte, sorprendendo, per esempio, l'imballo - comunque riconoscibile - della "Balloon Venus (red)" di Jeff Koons oppure avvicinandosi alla "Phallic Girl" di Yayoi Kusama, ancora parzialmente costretta tra le protezioni da viaggio. Ma quando, inconsapevolmente, ci imbattiamo nella stanza che sta cominciando ad accogliere i passeggini che compongono "Amazing Grace" di Nari Ward, abbiamo anche la fortuna di sentire un'anticipazione del brivido complesso e stimolante che la mostra promette di suscitare in grande quantità.L'appuntamento ufficiale per l'inaugurazione è fissato per la sera del 25 agosto, dopodiché la mostra, uno dei pezzi forti di Expoincittà, resterà aperta al pubblico dal 26 agosto al 15 novembre.