Milano (askanews) - Un movimento d'ingresso per definire i confini dello spazio, la musica rock, i passi che convergono verso il centro dell'azione dove una giovane Beatrice giace apparentemente morta. È un sogno, quello dell'Alighieri, rivisitato da un altro Dante, Gabriel Rossetti, che il duo artistico Corpicrudi ha voluto ricreare negli spazi della Galleria Riccardo Crespi a Milano. "Vita Nova" è un progetto ispirato all'opera dantesca, e in particolare al sogno premonitore del Sommo poeta, che la protagonista Samantha Stella presenta così."Vita Nova - ci ha detto - fondamentalmente è un continuo confrontarsi con la morte, più che con l'amore. C'è purezza nelle immagini, ma credo che nell'azione live venga fuori la parte più nera tra virgolette. Cerco sempre di rappresentare quell'equilibrio lì, che è molto sottile".Insieme a Stella lavora Sergio Frazzingaro, ma nel caso di Vita Nova hanno collaborato anche altri scrittori e studiosi, che sono stati invitati a comporre dei testi ispirati al dipinto di Rossetti sui quali poi Corpicrudi ha lavorato per creare l'opera finale, composta dall'installazione live, ma anche da fotografie e oggetti."E' la suggestione della suggestione che mi interessa - ha aggiunto Stella - altrimenti era troppo facile: facevo io un'opera, la mandavo e chiedevo di scrivere dei testi, come normalmente si usa fare come supporto critico".L'insieme dell'opera è toccante e fortemente connotato da una fisicità che sfugge verso l'alto, alla ricerca di un contatto, oggi impossibile, con le dimensioni superne del pensiero di Dante e dei Preraffaelliti. Ma il solo tentativo di intraprendere questa sorta di "folle volo" è già una performance completa in sé.