Milano (askanews) - Il Duomo di Milano è il simbolo della città, nonché il testimone secolare della sua storia. Storia che ora, con il restauro degli Archivi della Veneranda Fabbrica della cattedrale meneghina, diventa accessibile al pubblico: mezzo milione di documenti che sono una sorta di diario milanese dal 1387. All'inaugurazione del nuovo spazio è intervenuto anche il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini. "Nella storia secolare e millenaria le chiese, le cattedrali e i loro archivi - ha detto il ministro - sono diventati un punto di riferimento non soltanto per la comunità dei fedeli, ma un momento di identità di una città intera. Non soltanto per il Duomo di Milano, e per tutto quello straordinario materiale conservato in 600 anni di storia negli Archivi della Veneranda Fabbrica del Duomo".

A fare gli onori di casa il presidente della Veneranda Fabbrica, monsignor Gianantonio Borgonovo, che ha ricordato come gli Archivi guardino anche al futuro, sia a livello di digitalizzazione dei documenti, sia come materiale che viene lasciato alle generazioni venture. Soddisfatto anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. "Questo Archivio - ha commentato il primo cittadino - è veramente il segno di una storia che sembrava impossibile, che sembrava una favola, invece è diventata realtà. Oltre mezzo milione di documenti di secoli e secoli che raccontano come è nato, come è sorto, come è cresciuto il Duomo, com'è cambiato, come ogni volta questo punto di riferimento fondamentale per la città di Milano e per la nostra intera comunità è diventato sempre più bello, con una collaborazione di popolo".

Una collaborazione che dura da 629 anni e che ora, nei nuovi locali di piazza Duomo 20, si manifesta anche sotto forma di uno spazio aperto alla città, di una opportunità di dialogo che ha pure l'aspetto, fondamentale, del finanziamento attraverso le donazioni di privati. Perché, come ha detto il direttore della Veneranda Fabbrica del Duomo Gianni Baratta, "l'Archivio non è di nessuno ed è di tutti".