Firenze (askanews) - Incompresa fino a buona parte del Novecento, la scultura lignea rinascimentale trova degna celebrazione agli Uffizi, con la mostra "Fece di scoltura di legname e colorì". Esposte insieme, per la prima volta, 40 opere che permettono di apprezzare tutte le possibilità artistiche del legno, esplorateda artisti quali Donatello, Desiderio da Settignano o Benedetto da Maiano. Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt: "Gli Uffizi come galleria delle sculture in passato erano noti soprattutto per le loro sculture classiche allestite nei corridoi del secondo piano, però il Rinascimento è noto in tutto il mondosoprattutto per la pittura. Qui i due elementi sono intrecciati".Anche l'allestimento è studiato per far risaltare la plasticità delle forme e la vivacità dei colori, come ha spiegato il curatore Alfredo Bellandi: "Questa mostra intende raccontare il rapporto durante ilquattrocento tra i pittori e gli scultori. La sala che ospita la Santa Costanza di Desiderio da Settignano e il dipinto di Antonio del Pollaiolo credo lo esemplifichi molto bene"Ma a tenere banco alla presentazione della mostra è stata la presenza del critico Vittorio Sgarbi. Compassato e pieno di aplombe, lontano dal clima televisivo, Sgarbi ha creato una coppia inedita con Eike Schmidt, altrimenti in genere molto riservato in pubblico: "Il colore serve a dare una vita ulteriore e un'anima alla forma. L'intenzione di accostare due mondi, una con dei valori plastici pur essendo dipinta e l'altra con dei valori pittorici pur essendo scolpita, è perfetta"