Milano (askanews) - Non si prende meriti personalistici, ma sul fatto che quella che sta vivendo la Pinacoteca di Brera di Milano sia a tutti gli effetti una rivoluzione non ha dubbi. James Bradburne, il direttore canadese che Franceschini ha nominato alla guida del prestigioso museo milanese, ribadisce la volontà di mettere al centro il pubblico. "La vera rivoluzione che stiamo vivendo - ci ha detto - è l'aver puntato sull'esperienza di ogni visitatore e mettere l'opera d'arte al centro della trasformazione della visita e questo è veramente un nuovo obiettivo e tutta la visione della Brera del futuro dovrà tenere conto del visitatore, della sua esperienza, delle sue emozioni, ovviamente con l'opera d'arte come punto di partenza".

Un punto di partenza dal quale scaturiscono i progetti di riallestimento, oppure i dialoghi con le opere di altri musei o ancora le aperture straordinarie. Il tutto in un'ottica di più lungo periodo e seguendo un percorso che Bradburne ha delineato all'inizio del suo mandato. "Alla fine dell'anno - ha aggiunto il direttore facendo il punto della situazione - avremo fatto più di un terzo del riallestimento della Pinacoteca di Brera. E nel 2018, ovviamente, andiamo a spostare tutta la collezione moderna a Palazzo Citterio. A questo punto avremo completato un riallestimento di tutto e potremo ricominciare, e ogni cinque o dieci anni riallestiremo perché non stiamo costruendo una piramide, stiamo facendo una proposta contemporanea ai visitatori. Dobbiamo parlare la loro lingua, dobbiamo coinvolgerli come persone che vivono nel nostro tempo".

Una sfida che, per quanto riguarda i Beni culturali, ha un'importanza cruciale per il nostro Paese, chiamato a passare dalla semplice e tendenzialmente poco dinamica conservazione alla necessaria promozione delle proprie ricchezze.