Pechino (askanews) - Vini e castelli, dalla Loira con amore. Questa replica, piuttosto imbarazzante, non fotografa una cartolina dalla Francia ma si radica nella una regione cinese della Ningxia, nella porzione centro-settentrionale del paese, al confine con la Mongolia Interna. Nel tentativo, complesso e articolato, di trasformare la Cina in un produttore internazionale di vini di qualità.Non tutti sanno che la Cina è il quinto consumatore di vino del pianeta e secondo le stime il mercato dovrebbe crescere di circa il 25% nei prossimi tre anni. E con una classe media in piena ascesa, i guadagni potrebbero essere enormi.Le autorità di Pechino hanno chiesto aiuto a esperti viticoltori da tutto il mondo, affiancando il loro know how ad aziende vinicole locali sponsorizzate dallo Stato. Il progetto non sembra peregrino. Milioni di dollari di investimenti, equipaggiamento cutting edge e mano d'opera a basso costo sono una ricetta vincente all'interno di uno scenario dalle straordinarie potenzialità. Se i produttori locali riusciranno a emanciparsi dall'emulazione alle qualità e ai gusti esteri."Chiaramente faremo di tutto per aiutarli ad alzare la qualità" sottolinea Matthew van der Spuy, enologo esperto di vini francesi. "Sono decisamente orientati sui Cabernet Sauvignon ma ritengo che dovrebbero tentare altre varietà in grado di maturare più facilmente. Tuttavia penso che siamo alla vigilia di qualcosa di grande".In effetti, pur con la seconda più estesa zona di produzione vinicola del mondo, la Cina oggi è ancora costretta a fare largo affidamento alle importazioni per soddisfare le richieste. Dovranno essere i produttori locali a riempire i vuoti. Ma s'impongono aggiustamenti.Primo tra tutti l'adeguamento tra prezzo e qualità. I costi di acquisto devono scendere e allora il mercato del consumo quotidiano non potrà che ampliarsi. Su dimensioni e sinergie cinesi.(Immagini Afp)