Milano (askanews) - La potenza di Jannis Kounellis in uno spazio che riesce a tenerle testa a due passi dal sito di Expo. La mostra che la galleria Christian Stein dedica all'artista di origine greca che è uno dei grandi dell'Arte povera ha una doppia forza, che nasce anche dalla location negli spazi post industriali di Pero. Curata da Eduardo Cicelyn, la mostra presenta una selezione di alcuni lavori esemplari che pongono l'accento sulle caratteristiche salienti di un'esperienza artistica che ha inciso profondamente e in modo originale sulla cultura visiva contemporanea.L'emozione è intensa, e negli spazi di Pero - cui si associa una seconda parte di esposizione nella galleria di Corso Monforte a Milano - si respira il senso di una pratica artistica che ha assunto il mondo intero come cornice dell'opera, senza tralasciare la presenza di esseri viventi - pappagalli e altri uccelli - né il ricorso ai codici del linguaggio, siano essi alfabeti o pietre. In entrambi i casi il lavoro di Kounellis ha tracciato un solco nel quale si sono poi inserite molte altre esperienze contemporanee internazionali.Le pareti dell'ex struttura industriale si riempiono dell'iconicità delle installazioni, che sembrano essere concepite per entrare da subito nell'immaginario collettivo. "Bisogna sussurrare all'orecchio della gente il canto antico che spinge a riconoscere nel nuovo estremo l'ultimo tratto di un millenario accumulo" ha detto Kounellis. E negli accumuli di materiale o sensazioni passa in un certo modo il senso della nostra modernità, che solo l'arte riesce a restituirci in pieno, senza però perdere il suo senso di mistero incomprensibile.