Milano (askanews) - Un percorso in gran parte inedito nel lavoro di Eugenio Carmi, uno dei protagonisti dell'astrattismo italiano, nonché della ricerca sulla grafica. Il Museo del Novecento di Milano presenta la mostra "Appunti sul nostro tempo", che raccoglie lavori di Carmi, 95 anni portati con grande freschezza, realizzati tra il 1957 e il 1963. Il curatore Davide Colombo: "In questa mostra - ci ha spiegato - si è cercato proprio di evidenziare, in riferimento all'opera donata al Museo del Novecento, Appunti del 1963, quale è stata la sua ricerca proprio la sua ricerca a cavallo tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta. E quindi dare vita quasi al suo laboratorio di idee, alla sua capacità di assorbire e stratificare fonti visive e anche influenze, fonti artistiche varie, per creare un proprio linguaggio personale, eclettico, ma fortemente pensato".Un linguaggio che nasce anche dal confronto con la scienza, Carmi è laureato in chimica, e con l'industria, in particolare l'Italsider, dove ha lavorato a lungo come direttore artistico. Il risultato sono opere, quasi tutte su carta, nelle quali si mette in evidenza il modo di procedere dell'artista genovese. "Partire dagli elementi della realtà, quasi prendendo appunti dalla realtà, da ciò che succede - ha chiosato il curatore - e ridurli fino agli elementi fondamentali della pittura, quindi forma, segno e spazio".Fondamenti che, nei lavori in mostra al Museo del Novecendo, diventano testimonianza di una stagione dell'arte italiana che non rinunciava alla possibilità di raccontare il presente con rigore, senza però dover necessariamente ricorrere alla figura.