Lisbona (askanews) - C'è qualcosa negli sguardi dipinti da El Greco che ancora oggi non riusciamo a spiegare; qualcosa che fonda, su una visionarietà che nasce dall'atto stesso della rappresentazione di una visione, la forza di un intero mondo, quello della grande pittura spagnola dell'epoca d'oro. Una storia molto nota, ma ancora capace di rinnovarsi, come si può vedere nella mostra sulla Collezione Masaveu, allestita nel Museu Nacional de Arte Antiga a Lisbona, quasi un tributo portoghese ai grandi rivali iberici all'epoca della colonizzazione del nuovo mondo.Più di sessanta le opere esposte, provenienti da una delle più importanti collezioni private di Spagna, che raccontano un percorso attraverso la pittura dei grandi maestri, come Goya, ma anche Murillo, accompagnati da figure meno note al grande pubblico, che però hanno preso parte attiva alla costituzione di un mito artistico legato alla storia della nazione spagnola.Accanto all'inarrivabile mistero di El Greco, comunque, la parte più interessante della mostra è forse quella dedicata agli anni più recenti, quella fine dell'Ottocento nella quale sono gli Impressionisti francesi a dominare l'immaginario collettivo, e la pittura spagnola sembra scomparire dalla scena. Qui, nelle sale del museo di Lisbona, si ha quindi la fortuna di riguardare quel periodo attraverso i lavori di Joaquin Sorolla, di Santiago Rusinol y Prats o ancora di Mariano Fortuny. La sensazione è quella di una visione più ampia, meno chiusa dentro quella tradizione che fa pensare alle mura pesanti dell'Escorial e più vicina alla realtà di una pratica artistica che ha descritto, accompagnandola, la vita della Spagna, con i suoi splendori e i suoi periodi bui. E nelle figure di El Greco ancora arde il desiderio di guardare più avanti.