Palermo (askanews) - Una Palermo reduce dalle sanguinose stragi del '92, e un Paese dilaniato dalle autobombe del '93 sono lo scenario di "Falsa testimonianza", il nuovo romanzo dello scrittore palermitano Salvo Toscano. Per la prima volta, l'autore mette da parte i due fratelli Corsaro, fortunati protagonisti dei suoi precedenti gialli, per affrontare attraverso un nuovo personaggio i contorni inquietanti di una delle pagine più oscure della storia della Repubblica. Muovendosi tra mafia e segreti di Stato, Toscano non offre al lettore un saggio sulla mafia, quanto piuttosto un romanzo che racconta di persone che hanno avuto a che fare con essa.

"La trattativa e i misteri legati a quel periodo, ormai chiamati comunemente trattativa Stato-mafia, sono il contesto nel quale si muove questa storia, che è una storia di fantasia con uno schema hitchcockiano cioè quella dell'uomo comune che suo malgrado si trova al centro di un grande mistero, in un grande complotto, molto più grande di lui".

Lo spunto narrativo è offerto dall'arresto del boss Schillaci, fedelissimo dello Zio Calò Bonfiglio. Una cattura strana, che si muove tra politica e mafia, e intorno alla quale ruota anche un assurda testimonianza, profetizzata anni prima che avvenisse, nel racconto di uno studente che si trova suo malgrado coinvolto in un intreccio di criminalità organizzata e servizi segreti.

Un racconto avvincente che può anche aiutare i siciliani, ma non solo, a ricordare quegli anni, perchè la lotta alla mafia continua.

"Io credo che rispetto ad allora lo Stato abbia messo a segno dei colpi duri nei confronti di cosa nostra e che cosa nostra non abbia vinto la guerra, ma questo non significa che la guerra sia finita".