Londra (askanews) - La Tate Modern di Londra, il più importante museo di arte contemporanea in Europa, ha presentato il suo nuovo edificio e il complessivo ripensamento delle sue sale. Un cambiamento che però, come ci ha spiegato anche Andrea Lissoni, senior curator per l'arte internazionale, rappresenta anche un momento di continuità. "Tate non cambia la propria visione - ha detto Lissoni -, non cambia l'idea di essere globale, impegnata, attenta al locale e rispettosa dell'identità di genere. Quello che cambia è probabilmente il modo di guardare a come l'arte continua a raccontare storie e controstorie".

L'ampliamento degli spazi avviene principalmente grazie alla nuova "piramide" progettata da Herzog & de Meuron, nuovo simbolo anche fisico di Tate Modern. "Sono dieci piani di una sorta di piramide - ha aggiunto il curatore - una sorta di gemma incastonata nel paesaggio urbano, che rappresenta l'incrociarsi tra nord e sud di Londra, che è una specie di letterale incontro tra culture e tra persone che attraversano gli spazi".

Un'atmosfera di confronto e dialogo nella quale Andrea Lissoni, già curatore in Pirelli HangarBicocca a Milano, si trova perfettamente a proprio agio, come dimostra tutto il suo lavoro fino a oggi. E che ora, nell'istituzione londinese, trova nuovi spazi. "I Tanks - ha concluso Lissoni - sono dedicati a come performance, suono e immagini in movimento abitano la storia dell'arte del Ventesimo secolo e, al contrario, il piano 2 e il piano 3 del nuovo edificio sono leggermente influenzati dalla presenza di Joan Jonas o di Mike Kelley, gli artisti che hanno scosso le fondamenta della scultura in particolar modo".

Quella che inizia, insomma, è una nuova storia, che verrà scritta dalla rinnovata Tate Modern, ma con la decisiva partecipazione del pubblico. Perchè questo è il contemporaneo.