Roma, (askanews) - Esce a febbraio "Blazar" (Abeat Records) il terzo disco in trio di Fabio Giachino, talento del jazz tra i più premiati in Italia. A sorpresa il titolo è legato all'astronomia, passione nascosta del giovane pianista torinese. "Blazar vuol dire 'blazing quasi-stellar object', una cosa legata alla galassia, io sono molto appassionato di astronomia, cosmologia, scienze in generale - ha spiegato Giachino nello studio di askanews - e quando si parla di blazar si parla di un fenomeno molto violento, di una sorgente energetica molto potente".Una spinta motrice che il compositore ha voluto mettere nel suo lavoro, che lo vede nuovamente assieme al contrabbassista Davide Liberti e al batterista Ruben Bellavia. Prossimamente, tuttavia, gli verrà prodotto un album in piano solo, per il quale trarrà probabilmente ispirazione dal suo massimo modello, il pianista statunitense Herbie Hancock: "C'è un disco - ha confidato - che ha registrato Herbie Hancock, l'unico in piano solo, che si chiama 'The piano' che secondo me è meraviglioso, perché dà una spazialità e una visione di quello che è il pianismo moderno, ma allo stesso tempo tenendo conto della tradizione".Nato ad Alba nel 1986, ma residente a Torino da qualche anno, Giachino ha iniziato a suonare l'organo a 9 anni e solo più tardi, un po' per sfida, è passato al jazz. Ma non mancano le collaborazioni con altri generi, ad esempio con il rapper milanese Ensi: "Ci sono dei caratteri comuni molto forti, che secondo me, se si riescono a recuperare sarebbe una cosa molto positiva anche per portare i giovani a questo pubblico. Questo non vuol dire svendere la musica, anzi, vuol dire semplicemente arricchirla", ha concluso.