Roma (TMNews) - La Luiss ha festeggiato i 60 anni della Rai con un'iniziativa dal titolo "Dove eravamo rimasti?", un'occasione per ripercorrere, attraverso filmati e interventi, la storia della tv italiana, riflettere sul suo passato, presente e futuro. Protagonisti di questo compleanno, insieme agli studenti, il direttore generale Rai Luigi Gubitosi, il direttore di RaiUno Giancarlo Leone, e alcuni grandi nomi dello spettacolo, Paolo Bonolis, Milly Carlucci, Fabrizio Frizzi, Gaia Tortora. Il direttore generale della Luiss, Giovanni Lo Storto, ha spiegato: "Noi crediamo che la Rai sia un'azienda così importante perché ha lavorato esattamente in questi suoi primi 60 anni su quello che serve in questo momento per il Paese, cioè la capacità di fare in modo che ci sia una forza centripeta, di attenzione su un senso di appartenenza".Per il direttore generale Gubitosi la missione della Rai è sempre la stessa: educare, informare, intrattenere."E' una tipica missione di servizio pubblico che non è cambiata, cambiano le forme. "Cambia la maniera con cui si trattano i temi, però l'importanza di far crescere il Paese, l'importanza di diffondere la cultura resta". Un racconto per immagini ha ripercorso alcune tappe importanti della storia della tv: dal "Lascia o raddoppia" di Mike ai varietà con Mina, dalla fine di Carosello alla nascita della tv del dolore con tragedia di Vermicino, dal "Portobello" di Tortora alla nascita del talk show, fino alle nuove forme di intrattenimento. Per Bonolis oggi catturare l'attenzione del pubblico diventa sempre più complicato rispetto agli albori della tv."Devi conquistarti la fiducia del pubblico, devi lavorare perché il pubblico possa starti dietro. Prima probabilmente bastava apparire nella televisione per diventare un fatto unico e irripetibile"."Credo che per avvicinarsi ai ragazzi e alle nuove generazioni che vivono anche di altri vettori la televisione dovrebbe contemporaneizzarsi un pochettino. Oggi la concorrenza è ampia e la ricerca di nuove idee e format è fondamentale per la Rai, come ha spiegato Giancarlo Leone, altrimenti"avverrà quello che sta succedendo, cioè che i canali generalisti raggiungono al massimo il 65% di ascolto, e il 40% va all'offerta tematica e specializzata. Questa ondata continuerà se l'offerta generalista non riesce a rigenerarsi".Gubitosi ha ricordato:"Abbiamo il canone più basso d'Europa, l'offerta più ricca, la quota di audience più alta"."Io credo che il servizio pubblico deve essere quello che fa le cose migliori, che sa rinunciare a un po' di ascolti, che sa fare anche il programma culturale. Deve essere quello che fa crescere il Paese".