Roma (Askanews) - Un thriller ambientato tra montagne senza tempo che tocca un argomento attuale come il traffico di clandestini: è "La foresta di ghiaccio", presentato al festival di Roma e nelle sale il 13 novembre. Il film di Claudio Noce svela il mistero che si nasconde tra un paese alpino scuro e ghiacciato e la diga e la centrale elettrica che lo dominano: in quest angolo d'Italia al confine con la Slovenia si muovono operai, uomini dai volti scavati e enigmatici, fra cui due fratelli serbi, interpretati da Emir Kusturica e Adriano Giannini, un giovane operaio di origine bosniaca, Domenico Diele, e una investigatrice interpretata da Ksenia Rappoport. Il regista ha spiegato:"A me piace definire 'La foresta di ghiaccio' una favola nera, dove ci sono dei personaggi in campo che rispondono a delle regole ben precise come quelle della tragedia, però mantenendo un forte legame con la realtà, con la verità".Dietro il mistero del film si nasconde il traffico di immigrati clandestini, che si affidano a uomini loschi per andare oltre i nostri confini, mentre riecheggia continuamente un altro traffico doloroso di esseri umani, quello dal 1994, dei profughi bosniaci durante il conflitto con i Serbi. Tutti i pesronaggi hanno un passato doloroso e torbido, che gli attori hanno raccontato in un ambiente difficile e ostile. "Noi abbiamo fatto un film molto difficile, con superprofessionisti ma con mezzi non enormi, quindi loro sentivano quella fatica, sentivano il freddo, e questa cosa secondo me è un valore aggiunto"."Devo dirti che per me il regalo più grosso che mi si possa fare è quello di farmi fare un film in ambienti naturali estremi, che siano deserti, che siano montagne, mari. Mi piace non dover, specialmente in ruoli così complessi, rientrare a casa e avere il problema dell'idraulico, non voglio sapere niente: voglio tornare a casa e andare a mangiare con gli attori del film, che lui ha scelto, che non sono attori ma che sono cacciatori, boscaioli del luogo, che m'inivitano a casa loro a mangiare salsicce, a bere grappa: quello è il massimo, perché mi serve a entrare in quei personaggi".