Roma, (askanews) - Una mostra sul cosiddetto Rinascimento nordico, quella aperta a Bologna a Palazzo Albergati: protagonista Pieter Brueghel il Vecchio e assieme ai suoi capolavori ci sono i quadri di figli e nipoti, una intera dinastia fiamminga; anche se nessuno arrivò alla maestria del capostipite, alla sua capacità di innovare e ribaltare l'arte come era intesa dal Rinascimento italiano.Sergio Gaddi è il curatore della mostra: "Ad esempio alle mie spalle - spiega - c'è la classica rappresentazione della prospettiva tonale, vale a dire l'uso dei colori dal marrone all'ocra al verde digradano a seconda del punto di vista, diverso da quello a cui siamo abituati nel nostro Rinascimento, ed è proprio questo che fa di Brueghel un pittore rivoluzionario dove la natura è protagonista e dove la quotidianità diventa elemento di dignità pittorica".Capolavori che ritraggono tutte le bassezze e le miserie umane, con minuziosa attenzione al dettaglio attraverso la lente dell'iperrealismo e del grottesco. Non più l'uomo luminosa misura di tutte le cose, ma la creatura umana in balia della natura e delle passioni.ITW Sergio Gaddi1:44-2:00Questa mostra è l'occasione per approfondire il tema, dal capostipite all'ultimo esponente quindi dalla metà del 500 fino al 1670, quasi due secoli della più duratura famiglia di artisti fiamminghi.A Bologna, fino al 28 febbraio.