Milano (askanews) - Lo stato di salute dell'arte italiana: è anche questo uno dei temi che vengono affrontati in quella "mostra di sette mostre" che è "Ennesima", appena inaugurata alla Triennale di Milano. Un viaggio tematico e provvisorio nella produzione artistica del nostro Paese negli ultimi 50 anni, curato da Vincenzo de Bellis. "L'arte italiana del secondo Novecento - ci ha detto - gode di grandissima salute, fino a una certa età. Poi, quando si va nelle generazioni più giovani si fa più fatica e questo è dovuto alla crisi generale del Paese, anche alle istituzioni didattiche. Io ho voluto fortemente che una delle mostre fosse sulla nuova generazione di artisti, proprio perché volevo gettare uno sguardo sul futuro".Un futuro cui ci si dedica in particolare nella mostra "2015: tempo presente, modo indefinito", che raccoglie lavori inediti di artisti nati tra la metà degli anni Settanta e Ottanta, ma realizzati tutti nel 2015. Vi si possono cogliere prospettive che si inseriscono in pieno nella lezione storica dei loro predecessori, ma anche tentativi di fare passi in avanti. "Io penso - ha aggiunto Vincenzo de Bellis - che gli artisti italiani non siano secondi a nessuno nel mondo, non penso neanche che siano necessariamente superiori, penso che ci siano grandi artisti qui come in altri Paesi".Una prospettiva "laica" e scientifica che è probabilmente una delle migliori garanzie sull'approccio e sulla qualità dell'esperienza che si vive dentro "Ennesima", ricca e intensa, ma fortunatamente lontana da ideologie. Insomma, contemporanea.