Roma, (askanews) - E' un piccolo paradiso per i cinefili, il luogo dove si riscoprono i capolavori grazie al lavoro certosino di esperti e appassionati, artisti e artigiani della pellicola. Siamo alla Cineteca di Bologna, il luogo dei sogni e qui, ormai da anni si tiene il festival de "Il cinema ritrovato", giunto alla 29esima edizione.Fino al 4 luglio c'è un po' di tutto: classici restaurati, film rarissimi provenienti dagli archivi di tutto il mondo, bianco e nero, colore, documenti e documentari, film muti con accompagnamento musicale dal vivo e film dell intera epoca sonora, pellicola accanto al digitale. Quest'anno vengono presentati 427 film, realizzati dal 1895 a oggi, passando da film come "Casablanca" e "2001: Odissea nello spazio" a rarità come film mai visti di Aki Kaurismaki. Un ricco programma che attira ospiti e visitatori da tutto il mondo, affascinati anche dal lavoro che c'è dietro tutto questo, all'arte del restauro.Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna:"Lavorare su un film richiede una conoscenza della storia e delle tecnica ma anche di come quel film è arrivato a essere in quella condizione in cui il tempo ce lo ha consegnato".Non è un lavoro per tutti. Paola Ferrari, restauratrice:"E' un lavoro di grande pazienza, certosino direi, bisogna essere molto attenti perché ogni difetto che può essere corretto manualmente è meglio correggerlo così, altrimenti poi va corretto digitalmente e costa più tempo".(Immagini: Afp)