Venezia (askanews) - Nel Teatro alle Tese dell'Arsenale si è inaugurata la 12esima edizione del Festival internazionale di danza contemporanea della Biennale di Venezia, diretto per il secondo anno da Marie Chouinard e intitolato "Respirare, Strategia e Sovversione".

"Ho immaginato - ha spiegato la direttrice ad askanews - un festival di arte del corpo, di movimento del corpo e un'arte fatta da artisti che vogliono creare realmente qualcosa di strano, di bello, che reinventa la danza".

Al centro dell'attenzione, in un programma che prevede cinque prime mondiali, il tema del corpo, chiamato però a svolgere una funzione che non è soltanto finalizzata all'estetica.

"Il corpo - ha aggiunto Marie Chouinard - contiene lo spirito, quindi quando c'è una persona che danza, abbiamo ill corpo che danza, ma anche la filosofia, una spiritualità che non si può toccare, ma che non esiste senza il corpo".

L'inaugurazione della Biennale Danza è stata anche l'occasione per consegnare il Leone d'Oro alla carriera alla coreografa americana Meg Stuart, che ha poi presentato, per la prima volta in Italia, il suo spettacolo "Built to Last".

"Mi piace - ci ha detto Stuart - che la mia danza dia l'impressione di essere improvvisata, di essere viva, che sembri che le decisioni vengano prese sul momento. Mi piace che appaia come qualcosa che non era mai stato fatto prima e che permetta al pubblico di partecipare a un'esperienza unica".

La danza di cui si ragiona qui in Biennale, dunque, somiglia molto a un'indagine su territori sconosciuti, sul superamento di certi confini, sulle possibili esplorazioni dell'umano che poi alla fine creano qualcosa che porta dentro di sé il senso profondo del contemporaneo.

"La danza - ha aggiunto Meg Stuart - parla della nostra vulnerabilità, della nostra fragilità, del tempo dei nostri corpi. Parla del modo in cui stiamo nel mondo e facciamo esperienza della vita".

"E' un'arte del tempo, dello spazio, della luce e dell'anima", le ha fatto eco Marie Chouinard.

E in questa super-arte è giusto, soprattuto a Venezia, provare a perdersi.