Rho (aslanews) - Un progetto di social gardening che rapidamente è diventato qualcosa di più, e ora si apre a realtà diverse. L'Orto dell'università LUISS di Roma è arrivato in Expo 2015 e, nel cluster Bio-Mediterraneo, il rettore Massimo Egidi ha presentato così l'iniziativa, che ha molti punti di aderenza con il tema dell'Esposizione universale milanese. "Quando siamo partiti a crearlo un anno e mezzo fa - ci ha detto - pensavamo soprattutto alla sostenibilità, che è una cosa classica, per poter trasformare la LUISS anche in un luogo capace di capire la sostenibilità, la regge, la fa funzionare. Poi si è trasformato da solo, è diventato il luogo dove i ragazzi sperimentano la collaborazione sui beni comuni".Una delle caratteristiche dell'Orto Luiss è la sua apertura ai ragazzi affetti da sindrome di autismo. Per questo a fare da testimonial dell'evento in Expo c'era anche il giornalista e scrittore Gianluca Nicoletti, padre di un ragazzo autistico. "Sono qui perché la parte folle, fantastica, meravigliosa di questo progetto è che la scula dei giovani manager, la scuola che deve creare i grandi e meravigliosi pescecani dell'economia e della finanza, del mondo dell'industria si aprirà agli autistici, i ragazzi che mai entreranno dentro un'università altrimenti e su un terreno comune di incontro che è quello di prendere una zappa e coltivare un orto, che è qualcosa di antico, di arcaico. E' talmente folle e utopistico tutto questo che mi sembra meraviglioso che sia accaduto".Importante dunque anche l'aspetto valoriale, e la possibilità per gli studenti di confrontarsi con una pratica, quella dell'orto, che comunque li chiama a mettersi alla prova. "Sono cose come queste - ha concluso il professor Egidi - in cui sono alla prova di fronte al modo di lavorare insieme, in un orto e così via, sono alla prova e imparano delle cose che rimarranno stabili nel tempo futuro".