Roma (askanews) - Ci sono i gatti, quasi onnipresenti nell'opera di Balthus ma soprattutto le immancabili e controverse figure erotiche di bambine pronte a diventare donne che hanno suscitato notevoli polemiche in occasione di altre esposizioni. Sono elementi portanti della mostra dedicata a Balthasar Klossowski de Rola, meglio noto con il nome d'arte di Balthus, uno dei maggiori pittori del 20esimo secolo, allestita tra Villa Medici e le scuderie del Quirinale, a Roma e curata da Cécile Debray."L'opera di Balthus - ha spiegato - è evidentemente nota per le scene di giovani ragazze con una forte suggestione erotica. Si tratta, comunqe, di dipinti che non creano disturbo ad ammirarli anche se di recente abbiamo visto emergere reazioni un po' pudiche rispetto a questi quadri, fino ad innescare un dibattito sulla pedofilia. Penso però che sia giusto ricordare che si tratta di pittura, di arte e che Balthus non era affatto un pedofilo".Balthus, nato nel 1908 a Parigi da padre polacco e madre russa era molto legato all'Italia. Per 16 anni, tra il '61 e il '77 ha dirtto l'Accademia di Francia a Roma e fu uno dei principali artefici del restauro proprio di Villa Medici."Balthus era estremamente influenzato dalla pittura italiana - ha concluso Cécile Debray - si sa che nel 1926 si recò ad Arezzo dove copiò i dipinti di Piero della Francesca. È sempre stato affascinato dal Rinascimento ma anche da una certa forma di classicismo che è incarnato dalla città di Roma".A circa 15 dalla sua morte, avvenuta in Svizzera il 18 febbraio del 2001, la mostra, aperta fino al 31 gennaio 2016, espone 150 opere del pittore francese per ricambiare l'amore che Balthus aveva per la Capitale italiana, dove trascorse una parte significativa della sua vita e della sua carriera.(Immagini Afp)