Venezia (TMNews) - Tra i fondamentali su cui si interroga la 14esima Biennale di Architettura, c'è anche il nostro Paese cui è dedicata, all'Arsenale, la grande mostra polifonica e multidisciplinare Monditalia. Uno spaccato della cultura della nostra nazione, che si apre con i palazzi fatti di luminarie e dunque promette qualcosa a metà strada tra il Paese del Balocchi e Fellini. E proprio il cinema è la prima delle arti ospitate nella mostra, con una rassegna di film che hanno definito l'immaginario collettivo sull'Italia, compreso ovviamente il nostro. Il curatore della Biennale, Rem Koolhaas, ha spiegato con quale ottica ci si avvicina al fondamentale mistero del Belpaese, che pur disponendo di genio e tesori inestimabili, ma che non sempre esprime tutte le proprie potenzialità. "Questa non è una critica all'Italia - ha aggiunto l'architetto olandese - ma l'Italia è come l'emblema di una situazione globale, nella quale ogni Paese sembra vivere un contrasto tra cio che è e ciò che potrebbe essere".Negli spazi dell'Arsenale, un vero labirinto che sembra discendere da visioni leonardesche virate nelle tonalità dell'industrializzazione, si incontrano molte discipline: musica, teatro e, soprattutto danza, qui manifestazione di un'altra delle facce del contemporaneo. Alla fine quello che emerge è un ritratto per sezioni del paesaggio culturale dell'Italia, una summa di luoghi, metaforici e non, che ci costringono a guardare dentro di noi, alle fondamenta, per l'appunto, di un boom che sembra sempre sul punto di manifestarsi ma che, altrettanto puntualmente, si sgretola, come una costruzione di sale, affascinante, ma purtroppo temporanea...