Milano (TMNews) - Qualche perplessità sulla politica, ma soprattutto una grande vocazione alla bellezza. E' questa l'immagine dell'Italia secondo alcuni degli scrittori intervenuti al Festival di Internazionale a Ferrara. L'americana Rebecca Solnit sottolinea in primis gli aspetti più piacevoli."Credo - ci ha detto la scrittrice - che per gli americani l'Italia sia un divertente mix di tutte le cose che fanno impazzire gli americani: il cibo, l'architettura, il paesaggio: cose davvero fantastiche per noi. Certo, poi c'è il problema di Berlusconi, che è una via i mezzo tra Schwarzenegger, Reagan e un molestatore di bambini".Lo scrittore indiano Chandrahas Choudhury, alla sua prima volta nel nostro Paese, parla anche di calcio."Le due Italie che conosco - ci ha spiegato - sono la Serie A, che seguo da quando ero bambino, e la letteratura italiana: due dei miei autori preferiti sono Boccaccio e Dante. Sono libri antichi, è vero, ma i grandi libri sono sempre nuovi. E poi Giovanni Verga, e Italo Calvino, che sono autori molto vicini al mio cuore".Anche Joshua Foer, scrittore e scienziato americano, parla del senso dell'Italia per la bellezza, e quando gli chiediamo cosa pensa della situazione politica, risponde così:"Lo so che succedono cose strane - ha detto - ma se venite nel mio Paese vedrete che anche lì ne capitano. Temo sia un problema universale".E il mito del Belpaese, nonostante tutto, sembra resistere.