Roma, (askanews) - L'Italia scomparsa nelle foto di Giovanni Gargiolli. La mostra allestita al San Michele a Ripa a Roma racconta l'Italia post unitaria nelle immagini scattate da Gargiolli, matematico appassionato fotografo e fondatore del Gabinetto Fotografico Nazionale. E' un salto nel tempo, in un'Italia di grande bellezza, anche se in buona misura scomparsa, ha spiegato Clemente Marsicola, curatore della mostra."La mostra - ha detto Marsicola - ci racconta l'Italia tra il 1895, data in cui Giovanni Gargiolli fondò il Gabinetto Fotografico Nazionale, ed il 1913 data in cui Gargiolli muore. Gargiolli lavorava alle dipendenze della Direzione Generale Antichità e Belle Arti che lo incaricò di fotagrafare i beni artistici, i grandi monumenti ed il paesaggio dell'Italia appena unificata. Ci racconta un Paese molto diverso da quello che vediamo oggi, molto in buona misura è andato perso: grandi opere d'arte non esistono più o perché sono state volutamente abbattute nei grandi sventramenti urbani, o colpite dai terremoti e dalle guerre. Gargiolli ci racconta di un paesaggio incontaminato, non deturpato da lottizzazioni, ma testimonia anche di un patrimonio minore diffuso perché era stato inviato a fotografare le pievi sperdute, i piccoli centri storici, i polittici dimenticati. Insomma si vede un'Italia di grande fascino e grande bellezza".Secondo Marsicola "le foto che meglio rappresentano l'anima di questa Italia perduta sono quelle degli affreschi dei grandi maestri del '600, '700 e '800 italiano che sono stati distrutti. Ad esempio le foto degli affreschi di Francesco Podesti nel Palazzo Torlonia che fu demolito per far spazio all'attuale Piazza Venezia, o quelle degli affreschi di Gregorio Guglielmi pittore romano del '700 che si trovavano nel braccio nuovo dell'ospedale di San Michele che fu distrutto per far spazio ai muraglioni del Lungo Tevere. E poi le foto dell'Abbazia di Montecassino distrutta dagli alleati nel '44. Ci sono anche foto dei grandi restauri fatti ancora con i ponteggi in legno, foto della campagna romana, e foto della popolazione italiana ritratta in tutti i suoi ceti sociali".Gargiolli, ha infine spiegato Marsicola, era un matematico uno scienziato nato in Toscana laureato a Pisa, venuto a Roma come imprenditore edile che, dopo il crollo del mercato nel 1870, recuperò la sua passione fotografica fondando la prima associazione fotografica italiana nel 1888 a Napoli. Scrisse saggi di ottica, sperimentò nuovi tipi di obiettivo e nel 1992 iniziò la sua collaborazione con il ministero della Pubblica Istruzione che gli commissionò la documentazione fotografica del patrimonio culturale del Paese. Un compito che lo portò rapidamente in conflitto con i calcografi, i vecchi incisori, al quale si sottrasse fondando il Gabinetto Fotografico Nazionale.