Francoforte (TMNews) - Cinquantasette italiani su cento non leggono neppure un libro all'anno: è questo uno dei dati più desolanti che emergono dal Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia 2014 dell'Aie, presentato alla Buchmesse di Francoforte. Per fronteggiare questa vera e propria emergenza culturale, il ministro Dario Franceschini ha assicurato l'impegno del Mibact."Il lavoro che va fatto in Italia - ha spiegato il ministro - è un lavoro di riavvicinamento alla lettura, di creare lettori. E questo è un lavoro profondo, che richiede del tempo, i risultati non si vedranno in fretta, ma non è questo l'importante. L'importante è iniziare un lavoro profondo che non può che partire dalle scuole".Sul rilancio della lettura puntano anche gli editori, come spiega la Ceo di Rcs Libri, Laura Donnini. "La ricetta - ci ha detto - non è facile, dobbiamo cercare di mantenere in vita gli editori, le librerie, continuare a investire nello sviluppo degli autori, preservare il diritto d'autore, e soprattutto fare sì che la lettura diventi un'attività sexy".Tra i temi sul tavolo, di grande rilevanza per gli editori italiani, quello dell'Iva sugli ebook. Il presidente dell'Aie Marco Polillo. "Il vero problema - ha spiegato - è che il libro cartaceo ha un'Iva ridotta del 4%, il libro digitale, cioè l'ebook, ha un'Iva piena del 22%".Anche su questo tema Franceschini ha preso una posizione molto netta. "Solo qualche mente burocratica e miope - ha detto da Francoforte - può pensare che il libro di carta sia un libro e che il libro su formato elettronico sia un videogioco o qualche cosa di tecnologico. Il libro è un libro, che sia su carta o su formato elettronico, sempre libro è".La partita ora si sposta in sede europea e dall'Italia arriverà una forte presa di posizione per l'equiparazione dell'Iva. Con la speranza che sia un primo passo per far ripartire non solo il mercato ma anche la lettura nel nostro Paese.