Milano (askanews) - Una mostra mastodontica e totalizzante per raccontare i rituali legati al cibo dalla metà del XIX secolo a oggi, nonché il primo padiglione di Expo 2015 ad aprire al pubblico, dal 9 di aprile. L'esposizione "Arts & Foods", curata da Germano Celant e allestita da Italo Rota nel palazzo della Triennale di Milano, è un viaggio multiforme attraverso ciò che ruota intorno alla nutrizione, che presenta oltre 2mila opere e 15 ambienti ricostruiti, il tutto su una superficie di 7mila metri quadrati.Un progetto di grande ambizione che accompagnerà l'intero periodo di Expo e che unisce la pittura e il costume, il cinema e il design, spaziando dalle valigette di Marcel Duchamp ai pesci dell'archistar Frank Gehry, dalle sculture di cioccolato di Dieter Roth a una enorme bottiglia di ketchup pop installata nel giardino della Triennale. I percorsi sono comunque innumerevoli, compreso quello dedicato ai bambini, e la sensazione che si percepisce nelle varie sale della mostra è quella di una volontà in qualche modo onnicomprensiva, un desiderio di "raccontare tutto", che già in sé è narrazione.Così come è narrativo il tema scelto per l'ottava edizione del Triennale Design Museum, che si inaugura contestualmente ad "Arts & Foods", intitolata "Cucine & Ultracorpi", sempre con la cura di Celant insieme alla direttrice Silvana Annicchiarico. In qualche modo un itinerario quasi fantascientifico nella storia degli elettrodomestici, che da utensili diventano... invasori. Per Annicchiarico una sfida anche quella di confrontarsi con la possanza e l'intensità della mostra contigua."Non ho voluto assolutamente mettermi sullo stesso piano - ci ha detto - ecco perché abbiamo deciso di raccontare una storia completamente inedita e quindi è diventata complementare a questo grande Padiglione. La Triennale finalmente ritorna ad essere la Grande Triennale in maniera unitaria e si presenta molto forte, molto solida verso l'esterno e racconta una storia, appunto, unitaria e complessa".Una storia che è anche quella del palazzo della Triennale e del suo essere il solo padiglione cittadino di Expo. Come per il cantiere dell'Esposizione anche qui si è fatta una corsa contro il tempo per allestire le mostre, non senza polemiche come per esempio sul compenso del curatore.Ai visitatori ora la parola per decidere se il gioco, decisamente grande, è valso la candela.