Roma, (askanews) - Ricordare la lontana Argentina, i 30.000 desparecidos e gli amici che non ci sono più: è il tema che attraversa "Alrededores de la ausencia" ("Intorno all'assenza"), progetto che il sassofonista argentino Javier Girotto sta portando in Italia e presentato al festival di Terni Visioninmusica. "Questo è stato il primo disco fatto a casa quindi fatto nella mia città, Cordoba, in Argentina, e con amici di vecchia data che non vedevo da tanti anni - ha spiegato il sassofonista argentino, ma d'adozione romana - Con molta calma registravamo, bevevamo il mate tra un pezzo e l'altro, chiacchieravamo, ricordavamo soprattutto il passato".Dodici brani in cui il jazz si fonde con la musica argentina, e anche con il tango, di cui Girotto è uno dei principali esponenti in Europa. Sua l'idea, nel 1994, di fondare il celebre gruppo Aires Tango: "Adesso faremo un disco con Aires Tango, perchè con il ventennale è uscito un cofanetto con tutti i dischi della storia degli Aires Tango, 11 disco, e per dare continuità a questo faremo un nuovo disco"."Alrededores de la ausencia" è sicuramente un atto d'amore alla sua Argentina, ma anche il primo disco uscito per JG Records, neonata etichetta che porta le iniziali del sassofonista argentino: "In questo periodo c'è una iper produzione di dischi e secondo me escono e dopo pochi mesi si perdono e scompaiono dal circuito. Invece questi dischi ai quali sono veramente legato, per un fatto emozionale e di epserienza umana. Ho creato questa etichetta per dire ok le terrò sempre".Nonno materno pugliese, bisnonno paterno veneto, Girotto, nato a Cordoba, vive da decenni in Italia, si sente più argentino o italiano? "Diciamo calcisticamente argentino, per tutto il resto è 'paro'", cioè "uguale", ha risposto.