Parigi, (TMNews) - La cella dove Nelson Mandela fu imprigionato per 27 anni, riprodotta a grandezza naturale, campeggia nel cortile del Municipio di Parigi. La capitale francese rende omaggio al Sudafrica e al suo cittadino onorario, il primo presidente democraticamente eletto del Paese, il simbolo della lotta e della sconfitta dell'apartheid. L'anno sudafricano a Parigi è l'occasione per conoscere gli artisti di Johannesburg, una città di 6 milioni di abitanti in continuo fermento, con un'eredità densa di discriminazioni e di rapido sviluppo, la cui periferia abbonda di giovani fotografi, scultori, artisti visuali."E' la città costruita a partire dall'oro, l'unica ragione per cui esiste sono le miniere - spiega Molemo Moiloa di Market Photo Workshop - è sempre stato un posto dove arrivava gente nuova, per affari da lontano. È anche una città abbastanza violenta, c'è delinquenza, i nostri studenti devono affrontarla quando scattano le foto". La tensione sociale, nonostante 20 anni di democrazia alle spalle, a Johannesburg è alta, ma oggi gli artisti hanno più libertà di esprimersi di un tempo. "Qui sono esposti i lavori di 50 artisti diversi, ma non ce n'è uno nel quale il tema della violenza non venga toccato, in un modo o nell'altro, o quello dell'apartheid, o i temi sociali" spiega Antoine de Galbert, fondatore della Maison Rouge, che organizza l'esposizione. All'interno ci sono anche i documenti del tempo della prigionia di Mandela, in prestito dal Museo dell'apartheid di Johannesburg. Per non dimenticare.(immagini Afp)