Rho (askanews) - Qualcuno l'ha definita un grande Luna Park, ma dentro il sito espositivo di Rho Pero, Expo 2015 presenta anche una straordinaria quantità di opere d'arte, a volte chiaramente riconoscibili, come le grandi sculture alate in alluminio progettate dall'architetto Daniel Libeskind, che segnano i quattro angoli dell'incrocio tra il Cardo e il Decumano, a volte conservate all'interno dei padiglioni, come nel caso, davvero eclatante, di una Ultima cena del Tintoretto che arricchisce con la sua forza visiva il padiglione della Santa Sede, concepito da monsignor Ravasi con la sobrietà e il rigore che lo contraddistinguono.Proprio accanto al Vaticano, per introdurre al padiglione francese, ecco i carciofi luccicanti di Patrick Laroche, lo scultore franco svizzero affezionato agli ortaggi. Poco oltre, nell'area dedicata alla Polonia, si incontra un torso monumentale in bronzo di Igor Mitoraj, il "Grande toscano", che l'artista venuto da Cracovia e scomparso nel 2014, realizzò nel 1981.Lungo il Decumano si trova anche molta fotografia: nel cluster del caffè a farla da padrone sono le immagini di Sebastiao Salgado, che per Illy ha seguito tutta la filiera. Mentre la storia del cioccolato passa attraverso gli scatti brillanti e colorati di un altro grande nome dell'agenzia Magnum, il britannico Martin Parr.Se la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano ha riproposto la Madonnina che, come recita la canzone, domina il capoluogo lombardo, proprio all'ingresso del sito espositivo dal lato Triulza i visitatori vengono accolti dal "Seme dell'altissimo" di Emilio Isgrò, una scultura potente che solo a un occhio troppo smaliziato potrebbe suggerire un parallelo con il celebre dito di Cattelan. Ma qui il messaggio è certamente diverso.