Rho (askanews) - Il padiglione di Intesa Sanpaolo a Expo 2015, nella struttura progettata da Michele De Lucchi, conserva, accanto agli sportelli bancari veri e propri, un importante pezzo della storia dell'arte italiana: il dipinto "Le officine a Porta Romana" di Umberto Boccioni, una delle opere più significative della collezione della Banca. Un quadro simbolo di un'epoca e di una città, Milano, colta nel suo momento di maggiore, seppur anche problematica, crescita.E' solo un altro dei tesori d'arte che si possono incontrare visitando il sito dell'Esposizione universale, come chiaramente testimonia la mostra allestita da Sgarbi negli spazi di Eataly che presenta, citiamo solo qualche nome, una scultura molto contemporanea di Giuseppe Bergomi o le poltrone di spaghetti di Gaetano Pesce. Poco distante, ben visibile dalla balconata del ristorante, ecco pure l'altissima Macchina di Santa Rosa, struttura devozionale e tecnologica.Nel cluster delle spezie spiccano le coloratissime immagini del fotografo Alex Webb, un altro grande nome dell'agenzia Magnum, che gira il mondo per raccontarne le mille facce.Nel padiglione della Spagna, invece, ecco la grande installazione di Antoni Miralda, "Il sapore del viaggio", fatta di valige multimediali e volanti, che introducono il visitatore in uno scenario tra la movida e il sogno surrealista, molto efficace e divertente.Stupore e meraviglia vera, invece, nello spazio Feeling Sicily, dove sono esposte, nella loro grazia perfetta, Demetra e Kore di Morgantina, frammenti di statue del 530 a.C. Che da sole restituiscono il senso della storia di una terra come la Sicilia e, per estensione, delle incancellabili radici di tutta la cultura italiana.