Milano, (TMNews) - L'arte contemporanea funziona, almeno a livello economico, nonostante la crisi. Il mercato, fedele alla propria caratteristica di essere anti ciclico, ossia di andare in controtendenza rispetto all'economia globale, dopo una micro-bolla del 2007 è tornato a crescere con forza, stabilendo nuovi record di fatturato. Secondo il rapporto Artprice, a luglio del 2014, si è raggiunto un primato assoluto per le aste di arte contemporanea, sia a livello di ricavi, sia di incremento dei prezzi che, fatta base 100 nel 2004, ora si attesta intorno a 170.Benché controverso e dichiaratamente orientato al marketing, l'artista numero uno a livello di quotazioni resta Jeff Koons, erede della Pop Art e gran maestro delle riflessioni sulla banalità e sul gusto trash. Uno dei suoi "Baloon Dog" è stato venduto per 38,8 milioni di euro, con buona pace dei puristi. Ma anche un artista meno sfacciato, e più apprezzato dal pubblico raffinato, come Christopher Wool, complice anche una grande mostra al Guggenheim di New York, fa segnare numeri da record: il suo "Apocalypse Now" del 1988 è stato venduto per 17,5 milioni. Il precedente record per Wool era di 5 milioni. Cifra che è stata dunque più che triplicata.Il contemporaneo, comunque, non resta terreno solo per i super ricchi, e gli stessi artisti top, come Koons o il giapponese Takashi Murakami, da anni stanno proponendo anche dei multipli, fino a migliaia, delle proprie opere per raggiungere altre fasce di mercato. In un'ottica di business sempre più globale.