Milano (askanews) - La militanza non è finita, anche nel mondo della arti. Lo testimonia, con la sua vita e la sua opera, un personaggio come Arturo Schwarz, critico d'arte di fama che nel su ultimo libro sul Surrealismo rilancia una battaglia ad ampio spettro, soprattutto sociale."Non è più tollerabile - ci ha detto nella sua casa museo a Milano - che ogni secondo della giornata ci siano delle persone che stanno morendo di fame, non è tollerabile che ancora oggi ci siano centinaia di migliaia di persone che sono incarcerate per le loro posizioni politiche, sono cose inammissibili".Una risposta a queste istanze, Schwarz continua a trovarla nella pratica artistica legata al Surrealismo e alla concezione in qualche modo mistica dell'approccio all'arte. "L'arte quando è grande - ha aggiunto il professore nato 90 anni fa ad Alessandria d'Egitto - ha sempre un carattere iniziatico. L'arte allarga i nostri orizzonti mentali e visivo, quindi l'arte è un dono che ha l'essere umane e che condivide solamente in piccola parte con alcuni animali, per esempio il pavone, ma che è una qualità rigorosamente umana a mio parere".Un umanesimo radicale, ispirato all'amore tout court predicato da André Breton, che invita ognuno di noi, anche oggi, a conoscere noi stessi e a non rinunciare a battersi contro le ingiustizie e lo stato delle cose.