Roma, (TMNews) - Emerge un'anima soul-afro con forti richiami allo spiritual jazz in "Free Souls", il nuovo disco di Nicola Conte, uscito in Giappone e Italia con la Schema Records e atteso negli Stati Uniti a breve. Un lavoro che fa da ponte tra le prime produzioni dell'artista pugliese, che avevano un sound di matrice più europea, e le ultime, caratterizzate da una maggiore ricerca di suoni afroamericani."C'è non una virata, ma una decisa passione e fascinazione ancora di più per l'essenza più nera della musica afro-americana, una radicalizzazione da un lato verso la soul-music e il funk e dall'altro per un tipo di jazz molto più spirituale, molto più con influenze afro".Le 13 tracce del disco provengono dalle registrazioni di alcune session fatte tra il 2006 e il 2011 - ovvero tra i due album "Rituals" e "Love & Revolution" - take rimaste ferme nel cassetto per alcuni anni che l'abile produttore ha rielaborato con l'aiuto, come sempre, di formidabili musicisti. Come è successo alla canzone che dà il titolo al disco "Free Souls", interpretata dalla cantante inglese Bridgette Amofah:"Poi Bridget su quella idea diciamo di blues psichedelica che c'era in quella take rimasta a dormire, l'abbiamo elaborata ed è arrivato il brano che 'poi ci sei'""E quando lei dice, c'è il titolo del pezzo, "Cerca di essere un'anima libera in cerca di un'amore più alto", ovviamente questo amore più alto non è solo l'amore tra due persone, ma è qualcosa che è oltre noi.E quindi questa ricerca di una spiritualità, di una connessione più alta, dell'essere umano" Il testo della traccia che apre l'album "Shades of joy" è stata scritta da Nicola Conte assieme a Gregory Porter, che ha già collaborato con il produttore barese prima di vincere il Grammy Awards. La voce scelta è quella di Marvin Parks:"Con ogni probabilità è uno di quei nomi che potrebbe seguire o quantomeno avvicinarsi a Gregory Porter".Le collaborazioni, come spesso nella storia discografica di Nicola Conte, sono delle più valide: oltre a Gregory Porter e Marvin Parks, il cantante americano José James, il sassofonista svedese Magnus Lindgren, il sassofonista americano Logan Richardson, i trombettisti Till Bronner e Fabrizio Bosso e altri ancora."Ogni musicista ha un suo sound. Io scelgo quelli che in quel momento della mia vita, secondo me, possono incarnare al meglio il sound che ho in mente".Nicola Conte è dj, talent scout, produttore, compositore, musicista, cultore di musica Anni '60 e '70 con svariate migliaia di vinili a casa. Un uomo che ama esplorare la musica e tra le varie anime quella in cui si rispecchia maggiormente è: "Tutte queste insieme, spero che la mia anima sia il più libera possibile".