Varese (askanews) - L'America di Wim Wenders è un luogo pieno di luce, magnetico, nel quale gli edifici o i panorami sembrano prendere il posto degli esseri umani ma, in realtà, raccontano la storia delle persone attraverso la loro assenza o, meglio attraverso le possibilità di presenza al di fuori del tempo della fotografia. A Villa Panza a Varese il Fondo per l'Ambiente italiano presenta una mostra fotografica del grande regista tedesco curata dalla direttrice della Collezione Panza, Anna Bernardini. Una scelta, quella di puntare solo sulle immagini americane di Wenders, che rappresenta una novità. "Non lo avevo mai fatto - ha ammesso lo stesso cineasta - ho esposto le mie foto in tutto il mondo, ma non mi ero mai concentrato solo su quelle dall'America".Nelle stanze della villa varesina, che ospita anche una importante collezione di arte contemporanea, le fotografie di Wenders - ispirate all'estetica dei luoghi del pittore Edward Hopper, ma anche allo spirito on the road di un altro Hopper, l'attore Dennis - creano delle connessioni emotive tra lo spettatore e il luogo immortalato, e come accade nei sui film, si ha la sensazione che il regista riesca sempre a "prendersi cura" delle immagini. Che in molti casi sono stampe di grande formato."Non sono così grandi - ha aggiunto Wenders - perché io creda che grande voglia dire più bello, a volte una cosa piccola è molto più affascinante, ma sono grandi perché io volevo portarvi da qualche parte, volevo condurvi in un luogo che mi ha colpito molto e volevo tradurre in immagine quell'impressione".Un'impressione che si percepisce e che ciascuno può tradurre nel proprio modo personale. Ma che brilla sempre di un senso di ottimismo, come se le fotografie ci dicessero davvero che tutto andrà bene.La mostra "Wim Wenders. America" resterà aperta a Villa Panza fino al 29 marzo.