Milano (askanews) - Una mostra diversa da quelle a cui siamo normalmente abituati, ma capace di toccare in profondità e di dare emozioni, anche estetiche, molto intense. "Uomini come cibo" presenta i lavori di giovani artisti dell'Atelier dell'Errore, laboratorio di arti visive nato come complemento dell'attività clinica della neuropsichiatria infantile di Reggio Emilia e Bergamo. Il tema sono creature mostruose che i ragazzi hanno immaginato stravaganti e terribili, ma che al tempo stesso sono un meccanismo di difesa e di rivalsa rispetto alle fragilità relazionali nei confronti del modo esterno. Così nei magnetici disegni esposti con il sostegno di Max Mara e della Collezione Maramotti, che ha offerto lo spazio di una ex banca in via Monte di Pietà a Milano, si sente l'eco di un viaggio emozionale complesso, ma che l'arte ha contribuito a non essere solo un vicolo cieco. Partendo, come spiega Luca Santiago Mora, artista e fondatore dell'Atelier dell'Errore, dalla scelta di un tema preciso per la creatività dei ragazzi. "Oggi cosa faccio? Un vaso di fiori? La zia, mio fratello, un paesaggio? No, ho detto: iniziamo con gli animali, e questa si è rivelata, per ispirazione o intuizione, una scelta vincente".Parte integrante delle opere sono i curiosi e dettagliatissimi titoli dei disegni di mostri divoratori, come nel caso quasi veggente del "Tritatore di uomini TerraMare a caccia nelle Banche di Milano Centrale" realizzato da un ragazzo di nome Marco. "Certo che lui non sapeva che saremmo venuti in una banca di Milano centrale e l'avrebbero sventrata e occupata - ha raccontato Santiago Mora - però c'era della profezia in questa cosa... Quando questi tasselli mi si incastrano dico: siamo sulla strada giusta".Una strada che, fin dal titolo dell'esposizione, si presenta come una sorta di Expo alternativa, nella quale il cibo siamo noi, noi con le nostre certezze e pretese di normalità. Ma ancora una volta l'arte, da qualunque parte arrivi, ci ricorda che la normalità non esiste, esistono solo le persone, i loro sentimenti e i loro talenti. E gli errori sono spesso la risposta alle nostre domande.