Roma, (askanews) - E' stata una festa, proprio come voleva lui, la cerimonia laica per ricordare Ettore Scola, il regista scomparso il 19 gennaio a 84 anni, che si è svolta nel teatro esterno della Casa del Cinema di Roma.Un ritrovo di parenti e amici più cari che hanno ascoltato il ricordo sentito, gli aneddoti e le parole commosse di attori, registi, critici scelti dalla famiglia che conoscevano molto bene Scola e che lo hanno celebrato per i suoi film che hanno fatto conoscere il cinema italiano, soprattutto la commedia, nel mondo. A introdurre gli ospiti e i ricordi di Scola, uno dei suoi amici più stretti, Felice Laudadio. Comune a tutti la ricerca di strappare una risata, per mantenere l'aria della festa, e il saluto: "Ciao Ettore, ci mancherai".Giuseppe Tornatore, che lo conosceva da 30 anni, ha detto che Scola non amava le commemorazioni, le cerimonie. Oltra alla sua grandezza come artista, il regista lo ha voluto ricordare come amico."Dietro questa parvenza di cinismo che io trovavo comunque divertentissima, si celava una persona di una gentilezza rara".Così anche Carlo Verdone: "Scola non era solo un grande regista, era soprattutto una persona perbene, che ha messo l'umanità al centro delle sue pellicole", sottolineando anche la grande attenzione che ha sempre avuto per Roma, pur essendo nato vicino ad Avellino, raccontata con poesia e umanità.Sul palco si sono poi alternati Paolo Virzì, Giuliano Montaldo, Pif, il famoso critico cinematografico e direttore del festival di Annecy Jean Gili e Walter Veltroni.Molto commossa Stefania Sandrelli, che ha ricordato i suoi film in cui ha recitato, come "C'eravamo tanto amati", "La terrazza", "La famiglia", "Gente di Roma": "Voglio ricordare le cose piccole, come avrebbe detto Ettore, nel tempo ho avuto spesso bisogno di rassicurazioni e lui c'era sempre, avevamo in comune anche la miopia e il senso dell'umorismo, oltre al vizio del cinema. Ad ogni incontro correvamo uno nelle braccia dell'altro e ridevamo, ridevamo tanto".