Roma, (askanews) - Roma restituisce un altro squarcio prezioso del suo passato archeologico, una stratigrafia che dal I arriva al IV secolo dopo Cristo, nella suggestiva cornice del fiume Tevere, lungo via Capoprati in prossimità di Ponte Milvio.

Il soprintendente Francesco Prosperetti:

"Un edificio prezioso quello che è emerso dallo scavo realizzato grazie ad Acea e sulle sponde del Tevere. Un edificio che risale al IV secolo, come testimoniato con certezza dalle murature dalle decorazioni, ma che si sovrappone a impianti precedenti, di carattere produttivo e mercantile che sorgevano come è normale sulle rive del fiume di Roma".

"Un edificio di grande decoro, pavimenti di marmi preziosi, intagliati a disegno, pareti anch'esse ricoperte di crusta marmorea e una forma che allude a una solennità dell'uso perché è una grande sala rettangolare quella nei cui resti ci troviamo adesso e dietro di noi un'altra grande sala caratterizzata da una grande abside, vicono alcuni resti di strutture circolari, forse ipotizzabili come resti di mausolei e alcune sepolture".

Le strutture antiche sono cominciate a venire alla luce nell autunno 2017. La direttrice scientifica dello scavo, Marina Piranomonte:

"Un tassello in più nella conoscenza della zona di Ponte Milvio che tutti conosciamo perché si è fatta qui una battaglia che ha cambiato la storia del mondo, quella del 312 in cui il Cristianesimo ha vinto con Costantino, ma in realtà si conosce molto poco delle sponde del Tevere".

"Questo edificio è straordinario perché è lussuosissimo, costruito dopo Costantino, dopo che i cristiani hanno vinto e questo dimostra che ancora in epoca di pieno quarto secolo a Roma si costruiva con grande lusso e grande spreco di soldi anche sulle sponde del fiume, quindi è una cosa straordinaria perché non siamo al centro della città, ma nel suburbio di Roma".

I quattro ambienti che formano questo complesso e la vicina area sepolcrale si sono rivelati di difficile interpretazione, un vero enigma archeologico sulle rive del Tevere: tra le ipotesi al vaglio della Soprintendenza Speciale di Roma è che si possa trattare di una ricca villa suburbana oppure di un luogo di culto cristiano, con annessi mausolei. La vicinanza con gli edifici sembra avallare la seconda ipotesi:

"Penso che sia un edificio di culto, magari un cimitero, con una piccola chiesetta, perché è difficile da pensare: i romani non avrebbero mai sepolto dei morti vicino a casa loro".)