Milano (askanews) - Contemporaneo e classico insieme: a Mantova, città Capitale italiana della Cultura nel 2016, è stata inaugurata la prima stazione del progetto "Un sogno fatto a Mantova", che porta opere di Alberto Giacometti, Antony Gormley, Hans Op de Beeck e Davide Rivalta negli spazi di Palazzo Te e di altri luoghi sensibili della città dei Gonzaga.

Stefano Baia Curioni, presidente del Centro internazionale d'arte e cultura di Palazzo Te: "L'arte contemporanea - ha spiegato - spesso è difficile da decrittare, sembra che parli solo a se stessa. Ma d'altra parte spesso l'arte contemporanea messa nei luoghi storici appare come un'operazione pretestuosa, nella quale non c'è grande relazione. E quindi questa operazione è un po' rischiosa".

A immaginare questo azzardo, almeno per un Paese culturalmente conservatore come l'Italia, Cristiana Collu, direttore della Galleria nazionale di Arte moderna di Roma. "Sono opere di artisti del nostro tempo - ha spiegato - che fanno di questo luogo qualcosa d'altro, qualcosa che ci appartiene di più, perché racconta, con questa messa in scena dell'animalità, l'altro da noi che improvvisamente non è più l'animale, ma il nostro prossimo".

A settembre, poi, scatterà la seconda stazione espositiva, per rendere ancora più ricca l'offerta (e il sogno) di quest'anno mantovano.