Milano, (TMNews) - Gustav Klimt è un pittore le cui opere più celebri sono entrate nell'immaginario collettivo, ma che forse non conosciamo fino in fondo. Una possibilità per colmare questa lacuna è la mostra di Palazzo Reale a Milano "Klimt, alle origini di un mito", che ripercorre il percorso familiare, formativo e poi estetico dell'artista austriaco. Eva Di Stefano, curatrice della parte italiana dell'esposizione sottolinea la vocazione artistica della famiglia Klimt, ma non solo: "Un altro elemento - sono gli studi, la formazione, il fatto che Klimt, al contrario di altri, non abbia studiato all'Accademia, ma alla scuola di arti e mestieri di Vienna che gli ha dato il possesso di tutte le tecniche nelle arti applicate".In mostra venti oli di Klimt, ossia circa un quinto dell'intera produzione di dipinti e affreschi del pittore, e tra questi spicca l'iconica Salomè, una di quelle donne che sono uno dei "marchi di fabbrica" di Klimt. Notevole, poi anche la ricostruzione del "Fregio di Beethoven, opera totale e vertice della Secessione Viennese."Quando Klimt poi in seguito - ha aggiunto Eva Di Stefano - si è liberato degli stilemi della tradizione e ha elaborato il suo stile personale, tutte queste competenze sono state messe in campo nella sua opera così decorativa".Accanto alle opere di Gustav Klimt, l'esposizione milanese propone anche lavori dei fratelli e degli altri componenti della Compagnia degli artisti, momento fondativo per la carriera del futuro maestro. La cui storia, attraverso dipinti che in molti casi, a guardarli bene, sembrano svelare l'essenza stessa della pittura, sarà visitabile a Palazzo Reale fino al 13 luglio.