Milano (askanews) - Il sogno del primo "Jurassic Park" è diventato realtà: il parco è aperto e attira migliaia di visitatori, ma col passare del tempo anche i dinosauri non fanno più la stessa impressione e bisogna inventarsi qualcosa di nuovo."Jurassic World", nei cinema dall'11 giugno, riporta sul grande schermo in 3D la saga creata da Steven Spielberg con una trama che pare una metafora. A più di 20 anni dal primo film, che stupì tutti con un uso pioneristico della computer grafica, il nuovo capitolo schiaccia forte sul pedale degli effetti speciali e dello spettacolo per stupire un pubblico a rischio assuefazione.Su un'isola al largo della Costa Rica, Isla Nubar, nel parco rinato dalle ceneri del vecchio Jurassic Park e a 22 anni dagli eventi del primo film, i dinosauri devono essere sempre "più grandi, più rumorosi e con più denti" per colpire l'immaginario del pubblico; lo spiega all'inizio del film una dei protagonisti, giustificando l'uso nei laboratori del parco della manipolazione genetica per creare dinosauri sempre più spaventosi. Sarà proprio il frutto più riuscito di questi esperimenti, un intelligente, enorme e spietato esemplare battezzato "Indominus rex", a scatenare il caos fra i visitatori. Fra loro i due giovani nipoti della responsabile di "Jurassic World" che combatterà per salvare la loro vita insieme a Chris Pratt, ex marine diventato addestratore di velociraptor.Nel film, che vede alla regia Colin Trevorrow e Steven Spielberg produttore esecutivo, non mancano citazioni più o meno scoperte dei primi film della saga e nuovi dinosauri, a partire dallo spettacolare Mosasaurus acquatico.