Milano, (askanews) - Un disco "monumentale", 30 canzoni che in tempo di cloud piovono come da una nuvola su chi vuole ascoltarle: è "Lorenzo 2015 CC." il nuovo album di Lorenzo Jovanotti prodotto tra Milano, Cortona, Parigi, New York e Los Angeles. "E' una delle parole che avevo in mente all'inizio: voglio fare un disco monumentale - ha dichiarato il cantautore ad askanews - anche perchè i monumenti stanno lì, a parte l'effetto collaterale della cacca dei piccioni, la cosa particolare di un monumento è che non ha un tempo, è fermo, non è antico nè moderno. In questo disco non volevo essere particolarmente moderno, seguire il suono del momento ma una vibrazione interiore. Quindi ho mantenuto una infinita e totale libertà di espressione, nella scrittura delle canzoni e nella stesura del disco".Il titolo nasce da un rimando al passato. "Mi sono reso conto a un certo punto che questo disco non aveva un centro narrativo, una canzone portante, neanche un concetto portante. Mi sono ricordato di essermi trovato in una situazione simile negli anni Novanta, quando feci due dischi che si chiamavano 'Lorenzo 1992' e 'Lorenzo 1994'. È capitato di nuovo quindi mi sono detto bisogna tornare a quella tradizione "Lorenzo 2015". Poi dopo per un caso legato alla grafica del disco, avevo chiesto di lavorare sul motorino, è venuta fuori questa cosa della cilindrata che ha aggiunto all'idea un gusto narrativo". Nella copertina del disco lui indossa una pettorina da motocross: "E' una protezione, un gioco di linguaggio perchè è un supereroe del pianerottolo di casa, perchè la compri in qualsiasi negozio di periferia a 40 euro, però ti protegge. La protezione difende, attacca ma più che altro dichiara la vulnerabilità di chi c'è dentro".Nel primo singolo, "Sabato", Lorenzo racconta la fragilità di una generazione, quasi in veste di fratello maggiore. "La fragilità dei sistemi, delle condizioni, anche dell'essere ragazzi oggi: una volta essere ragazzi era un passaggio che sapevi dove ti avrebbe portato, nel mondo del lavoro, a delle certezze, dei diritti, delle strade segnate in qualche modo. Oggi non è più così: oggi un ragazzo non sa che cosa succederà. Siccome non ci si può fermare all'analisi ma bisogna proporre qualcosa, io propongo di andarsele a prendere le strade, di costruirsele. Quello che so, e mi sembra che sia sempre stato così, è che niente ti viene a trovare: le opportunità non ti vengono a cercare, non si presentano, te le vai a prendere".Dal 20 giugno Lorenzo torna negli stadi in concerto: due gli appuntamenti a Firenze, a Milano si è dovuta aggiungere una terza serata triplicando così San Siro il 25, 26 e 27 giugno. "Il tour sarà una bomba atomica, sarà spaziale, una festa pazzesca, trasversale, più grande e più bello, sempre quello ma più bello e più nuovo".