Ferrara (TMNews) - La memoria, il cervello e i labirinti della mente: un terreno affascinante e scivoloso all'interno del quale, da una prospettiva scientifica, si è addentrato Joshua Foer, autore dell'apprezzato saggio "L'arte di ricordare tutto". Lo abbiamo incontrato a Ferrara, dove è intervenuto al Festival di Internazionale e gli abbiamo chiesto una definizione di cosa sia la memoria. "Tutti i ricordi - ci ha detto - sono incorporati nel nostro cervello e nella nostra mente, e sono il risultato di una rete di idee e connessioni. Questo è il tipo di memoria di cui mi occupo io".Partendo dal dato scientifico che conosciamo solo una percentuale ridotta delle capacità del cervello umano, Foer ha provato a indossare i panni dell'avvocato del diavolo di se stesso, denunciando i rischi insiti nella tentazione scientista. "Possiamo diventare troppo sicuri della capacità della scienza di dare una risposta a tutti i quesiti - ha spiegato - ma non voglio cadere in questa trappola, proprio perché sono uno scienziato".Le lacune di conoscenza, però, vengono spesso colmate dall'arte, dalla letteratura, dalla musica. Atti creativi che non sempre si spiegano in modo razionale, ma che contribuiscono ad arricchire l'interpretazione di quel dato, ad alto rischio di inesplicabilità, che è l'intera esperienza umana. E qui Foer si è spinto fuori dal suo campo d'azione abituale. "C'è un altro rischio - ha concluso - quando riduciamo l'interpretazione di tutto a ciò che accade nel cervello, dimentichiamo molte cose importanti".Ma presto, chissà che grazie all'avanzamento delle conoscenze non si possa arrivare a ricordare anche questo.