Roma, (askanews) - Un viaggio musicale dal Vecchio al Nuovo Mondo attraverso le "Folias", antiche danze iberiche che dal Portogallo e dalla Spagna si diffusero a Napoli, giungendo poi in altre zone d'Europa e nell'America Latina: così Jordi Savall, uno dei massimi protagonisti mondiali della musica antica, è tornato a incantare il pubblico dell'Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, assieme al suo ensamble Hesperion XXI.Ecco come il grande maestro catalano ci ha spiegato lo sviluppo di questo genere musicale, all'origine una danza popolare dai ritmi forsennati: "Quando si ballava questa danza si diceva che era una follia. Così diventa molto popolare: queste folias antiche sono vive, rapide, energiche, piene di variazioni"."Dopo la 'folia', quando va alla corte, diventa più pausata, e ci si serve del basso ostinato per fare delle variazioni più cortigiane, sullo stile barocco".Con le 'folias' sono poi imparentati numerosi generi di danza e composizioni quali 'gagliarde', 'romanesche' e 'passacaglie' in ambito italiano, e le Guarachas nel Nuovo Mondo, mentre dalle isole Canarie - sulla rotta fra Europa e le Americhe ispaniche - proviene un altro tipo di danza simile: la 'folìa canaria' o 'canario'. Così, spiega Savall, si crea un ponte musicale molto chiaro fra Europa, America e viceversa: "Con la gagliarda napoletana di Antonio Valente, esiste un parallelo con la stessa danza esatta, con le stesse armonie, nella musica di Jarabe Loco in Messico".Nel programma eseguito da Hesperion XXI alla Iuc si va dalle folias antiguas di Diego Ortiz alla guaracha messicana di Tixtla, passando per le gagliarde di Valente, per i 'canarios' e con puntate anche nel mondo celtico, che con queste danze iberiche intrattiene affascinanti e insospettate affinità: così, il pubblico dell'ateneo romano de La Sapienza ha potuto godere di melodie tradizionali come Lord Moira e, in uno dei bis, della famosa "Greensleeves to a Ground".