Torino (askanews) - La coda si snoda lungo via Bogino a Torino e l'attesa è tutta per lo scrittore americano Jonathan Safran Foer, che al Circolo dei lettori ha presentato - prima tappa del tour italiano - il suo nuovo romanzo "Eccomi", pubblicato da Guanda. Un libro che i critici hanno definito "opera mondo" e che, fin dal titolo, rimanda al paradosso biblico di Abramo che risponde, con la stessa completa disponibilità, alle richieste opposte di Dio, che gli chiede il sacrificio del figlio, e di Isacco, che ovviamente chiede a suo padre di salvarlo.

"Il titolo - ha detto Foer - ha una reale specificità culturale riferita alla Bibbia, ma io qui volevo comunque parlare di esperienze universali, come il fatto che nessuno può essere sempre una sola persona. Non conosco nessuno che sia una sola persona, tutti quelli che conosco sono divisi tra diverse situazioni, ma generalmente si mantiene un equilibrio che funziona".

Il romanzo, incentrato sulla crisi di una coppia di 40enni ebrei con figli, ma ricco anche di macrostorie come quelle di un devastante terremoto e una guerra in Israele, ha richiesto a Jonathan Safran Foer un decennio di lavoro e in questi anni lo scrittore ha affinato la propria crudeltà di scrittura, e ha anche allargato il campo del proprio sguardo autoriale.

"Ciò che distingue questo romanzo dai miei precedenti - ha aggiunto - è che ora presto molta attenzione a delle piccole cose: nei miei libri precedenti c'erano grandi voci, grandi immagini, grandi gesti. Questo romanzo, che è lungo il doppio degli altri, si concentra invece molto di più sulle piccole cose".

Dalle piccole cose però, anche dai momenti devastanti della vita privata dei suoi personaggi, piuttosto che dall'irruzione della storia, il romanzo si muove verso la volontà, dichiarata dallo stesso autore, di essere un libro che parla di tutto. E per fare ciò serve una voce di ampio spettro.

"E' vero che questo libro si muove molto liberamente come tonalità - ha concluso Foer - in certi passaggi può essere molto serioso, anche drammatico. In altri invece è molto divertente, secondo me è il libro più divertente che abbia mai scritto: mi sono molto divertito a cambiare spesso il tono, dal serio al pornografico. Volevo catturare la pienezza della vita".

Sicuramente ha catturato la passione dei suoi lettori che, dopo quella all'ingresso, hanno diligentemente affrontato anche la coda per un autografo. E forse per poter dire a propria volta "Eccomi" proprio a Safran Foer.