Roma (TMNews) - E' stato accolto da un'ovazione da parte del pubblico di bambini in platea al festival del film di Roma Jean-Pierre Jeunet, il regista francese amatissimo per "Delicatessen" e "Il favoloso mondo di Amélie", che ha presentato a Roma il suo film in 3D "Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet". La pellicola arriverà nei cinema italiani a febbraio distribuita da Lucisano. Il film è la trasposizione cinematografica del romanzo "Le mappe dei miei sogni" di Reif Larsen, e racconta l'avventura di un bambino geniale che vive in un isolato ranch del Montana e intraprende un rocambolesco viaggio per andare a ritirare un importantissimo premio per una sua invenzione."In questo libro c'erano tante idee vicine al mio universo, alcune ricordavano Amélie, e quando ho incontrato l'autore mi è sembrato di incontrare il mio figlio spirituale"."Le ragioni che mi hanno spinto a realizzare questo film sono tre: la possibilità di lavorare in 3D, il fatto che spesso si dice che nei miei film non ci siano emozioni e qui, evidentemente, è diverso, e perché volevo riprendere la bellezza della natura americana".Jeunet per realizzare questo film ha studiato a lungo le opportunità del 3D, ha utilizzato l'hardware usato da James Cameron per "Avatar" e ha collaborato con lo stereografo di "Hugo Cabret". Ma per lui, il cinema del cuore, fa rima con Italia:"Il film più importante della mia vita è 'C'era una volta il west': l'ho visto per la prima volta a 17 anni e non ho parlato per tre giorni. Quando avevo appena finito di scrivere 'Delicatessen', ero su un isola, e ho appreso della morte di Leone: ho pensato che quello era un segnale, e che dovevo prendere il suo testimone".