Roma, (askanews) - Il pluripremiato sassofonista jazz Rosario Giuliani macina migliaia di chilometri: dalla Russia a Israele, da Vienna a New York, tra jet lag, palchi vecchi e nuovi e una missione da compiere: quella di far ascoltare la sua musica carica di sound. "Io dico sempre che se ci pagassero in chilometri invece che a cachet per il concerto saremmo molto più ricchi: perchè in realtà di per sè il concerto è un'ora e mezza, tutto il resto se ne va in viaggi", ha scherzato, in un'intervista nello studio di askanews.Il compositore americano Joe Locke lo ha voluto come special guest nel suo nuovo disco "Love is a pendulum", agli italiani di solito accade il contrario. Il disco è stato registrato a New York: "Passeggiare per New York e sapere che tanti anni prima in quelle stesse strade poteva aver camminato Charlie Parker o John Coltrane o Miles Davis. Questa cosa ti fa tanto pensare e allo stesso tempo riesci a pensare quanti musicisti oggi camminano su quelle strade. Quanti contrabbassi si muovono, quante batterie".Nato a Terracina dove il "jazz n'existait pas", come ha raccontato giovanissimo a un giornalista francese, Rosario Giuliani ha iniziato quasi per caso, con la madre che l'ha iscritto a forza nella banda della città per evitare che prendesse una brutta strada: "Ero un bambino monello, aggressivo, avevo tutti i difetti che possono avere alcuni bambini però li avevo tutti insieme. Mia mamma ha scelto la musica, mio fratello ha scelto il sassofono".Incoronato "miglior sassofonista" nel 2010 dalla rivista Musica Jazz, Giuliani, che suona il sax alto ma ama molto esibirsi anche con il sassofono soprano, sta preparando un nuovo disco, che sarà registrato a giugno per l'etichetta Parco della Musica records: "Sto scrivendo ancora la musica saranno prevalentemente brani originali, avrà un altro taglio. Non dico ballad, ma se non sono ballad è qualcosa di simile: molta melodia, molta armonia, molta cura del suono, questo è quello che vorrei fare".