Roma, (askanews) - Il rigore della musica classica incontra la libertà d'improvvisazione del jazz nel disco "Musique sans frontières" (Cam Jazz), dove il pianista classico Michele Campanella e il sassofonista jazz Javier Girotto dialogano sui celebri brani del repertorio di Maurice Ravel e Claude Debussy."Mi hanno presentato Michele. Ci siamo confrontati, lui mi ha detto che il suo linguaggio era lontano, piano piano abbiamo fatto delle proposte e siamo arrivati a questi due compositori francesi come Debussy e Ravel, del quale lui suona per la sua strada classica e io suono sopra quello che contamina, improvvisa o crea delle nuove linee. Ci ho veramente lavorato sopra un anno", ha spiegato il sassofonista argentino in un'intervista nello studio di askanews. Una curiosità che ha permesso a due musicisti con percorsi diversi, di sperimentare un linguaggio nuovo, "senza frontiere": "Ho imparato tantissimo. Per me la musica è quello, ricercare continuamente perchè mi dà sempre fonte d'ispirazione nella scrittura, quando scrivo e quindi analizzando questi due autori scopro che loro stanno al passo dei tempi, quasi che il jazz non si è inventato nulla", ha aggiunto.E senza compromessi, Campanella e Girotto sono andati alla ricerca, divertendosi, di nuove sfumature espressive del repertorio più famoso dei due compositori francesi, esplorando quella sottile linea di confine tra il jazz e la classica. Un appello ai puristi di entrambi i generi: "Rischiare nell'ascolto per trovare nuove fonti e far sì che l'arte non si fermi e vada avanti".